Archivio per la categoria ‘Varie’
Pubblicato da claudiacampli su 17 Maggio, 2009
Repubblica
IL CAIRO – Importante passo avanti per la riconciliazione nazionale palestinese. Le due fazioni rivali di Hamas e Fatah hanno raggiunto un accordo al Cairo per la formazione di forze di sicurezza congiunte nella Striscia di Gaza fino al 2010. Lo riferiscono fonti di Fatah, la formazione del presidente dell’Anp Abu Mazen estromessa all’enclave costiera da un sanguinoso colpo di mano di Hamas nel giugno del 2007, citate dall’agenzia egiziana Mena.
“C’è stato un accordo di principio sulla formazione di una forza comune alle due fazioni per lavorare nella striscia di Gaza fino alle elezioni (che devono svolgersi) prima del prossimo 5 gennaio”, ha dichiarato Nabil Shaath un alto dirigente vicino ad Abu Mazen.
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Pubblicato da claudiacampli su 10 Maggio, 2009
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Pubblicato da claudiacampli su 9 Maggio, 2009
IHT
By ETHAN BRONNER and ISABEL KERSHNER
JERUSALEM — Israel is quietly carrying out a $100 million, multiyear development plan in some of the most significant religious and national heritage sites just outside the walled Old City here as part of an effort to strengthen the status of Jerusalem as its capital. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da gaetanoditommaso su 14 Aprile, 2009
NEW YORK TIMES
14 April 2009
WASHINGTON — The Obama administration and its European allies are preparing proposals that would shift strategy toward Iran by dropping a longstanding American insistence that Tehran rapidly shut down nuclear facilities during the early phases of negotiations over its atomic program, according to officials involved in the discussions.
The proposals, exchanged in confidential strategy sessions with European allies, would press Tehran to open up its nuclear program gradually to wide-ranging inspection. But the proposals would also allow Iran to continue enriching uranium for some period during the talks. That would be a sharp break from the approach taken by the Bush administration, which had demanded that Iran halt its enrichment activities, at least briefly to initiate negotiations.
The proposals under consideration would go somewhat beyond President Obama’s promise, during the presidential campaign, to open negotiations with Iran “without preconditions.” Officials involved in the discussion said they were being fashioned to draw Iran into nuclear talks that it had so far shunned. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da claudiacampli su 14 Aprile, 2009
Ynet news
Human rights groups enlist help of prominent members of Jewish community and survivors of torture ahead of next week’s divisive UN conference on racism
Yitzhak Benhorin
WASHINGTON - Prominent members of the Jewish community and survivors of racially-motivated torture from Africa, Cuba and Burma have joined an unprecedented campaign, led by a coalition of 40 human rights groups from around the world, to present human rights and discrimination issues that the world community should address when they gather next week.
Known as ‘Durban II,’ the conference is to be held in Geneva next week. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Folco Zaffalon su 13 Aprile, 2009
di Daphna Golan*
L’appello dall’Università ebraica di Gerusalemme: anche durante i massacri di Gaza, abbiamo continuato a far finta di niente. Una tregua non basta più: come per il Sudafrica, è necessaria una Commissione per la verità che aiuti ebrei e arabi a vivere assieme. Ma prima il mondo dovrà smettere di venderci armi e, se non rispetteremo i diritti degli arabi, isolare i nostri cantanti, sportivi e turisti In lingua ebraica «va’ a Gaza» è un modo di dire comune, sinonimo di «va’ all’inferno». Quasi nessun israeliano ha mai vissuto nella Striscia, mentre molti palestinesi di Gaza vivono in campi profughi e Israele lì controlla ancora la vita di 1,5 milioni di arabi anche in seguito al «disimpegno», dopo che nell’estate 2005 i coloni furono costretti a lasciare i loro insediamenti. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da valecardia su 7 Aprile, 2009
CORRIERE DELLA SERA
NAQOURA (Libano) – Se Israele si ritirasse da Ghajar, villaggio al confine tra il Libano e le alture del Golan interamente occupato dallo Stato ebraico durante la guerra del 2006 contro gli Hezbollah, “sarebbe un segnale importante per la comunita’ internazionale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, oggi in visita in Libano. ”Coloro che sono davvero amici di Israele – ha aggiunto Frattini – debbono dire al nuovo governo di Israele che occorre rispettare la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. Non c’e’ alternativa, e credo che sia maturo il tempo per un passo israeliano in questo senso”. (Agr)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Israele-Frattini-Dovrebbe-rispettare-risoluzione-Onu-ritirarsi-Ghajar/07-04-2009/1-A_000014574.shtml
07 Aprile 2009 14:52
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Pubblicato da valentinabalzati su 7 Aprile, 2009
Omar Karmi, The National
RAMALLAH, WEST BANK // While the new right-wing Israeli government undoubtedly poses a challenge to the international community, with its continued refusal to commit to the two-state solution, it is the presence of Avigdor Lieberman, the new foreign minister, that poses the most interesting questions. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da valecardia su 5 Aprile, 2009
HAARETZ
Prime Minister Benjamin Netanyahu on Sunday opened his new coalition’s inaugural weekly cabinet session in Jerusalem by declaring that the next weeks would be dedicated to setting a policy for the advancement of the peace process.
“Today, we will establish a political-security cabinet and in the coming weeks we will complete the formulation of our policy to advance peace and security,” Netanyahu told the 30 ministers and seven deputy ministers gathered for the first cabinet session in Jerusalem. 
The premier’s comments came amid fears that his right-leaning government would stem any progress reached by former prime minister Ehud Olmert’s administration in peace talks with the Palestinians and Syria.
“This government is a genuine unity government,” he added. “It was created out of a sense of deep responsibility concerning the need to deal with the urgent security, economic and social challenges that Israel faces. And so with that, we set to work.”
The prime minister told the cabinet that he planned to annul the previous government’s decision to create an Israeli ‘White House’ with the hopes of reaching a more “modest proposal” for the premier’s residence.
Ministers were also to vote on a number of ministerial panels during Sunday’s meeting.
Meanwhile, Netanyahu promised ministers that over the coming days he would appoint a chairman of the health ministry, following the ire raised over the lack of a Health Minister appointed to the new government.
By Haaretz Service
Last update - 17:02 05/04/2009 |
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Pubblicato da valecardia su 4 Aprile, 2009
CORRIERE DELLA SERA
La scelta ha provocato un duro attacco da parte del piu’ diffuso giornale israeliano
Le due donne ministro cancellate dalla foto ufficiale pubblicata su 2 quotidiani ebraico-fondamentalisti
MILANO – Sono solo due su trenta le donne ministro nel nuovo governo di Benyamin Netanyahu: Limor Livnat alla Cultura e allo Sport, e Sofa Landver all’Immigrazione. Ma sono già due di troppo per qualche ebreo ultra-ortodosso. E se i precetti rabbinici proibiscono la pubblicazione di foto di figure femminili per ragioni di modestia, e un aiuto in tal senso può arrivare dal programma Photoshop, il gioco è subito fatto: nella foto ufficiale di gruppo pubblicata su due quotidiani ultra-ortodossi, scattata mercoledì scorso subito dopo l’insediamento dell’esecutivo, le due donne sono misteriosamente scomparse. O meglio, oscurate con due macchie nere o in un altro caso addirittura sostituite da due colleghi maschi che così appaiono due volte. Leggi il seguito di questo post »
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