Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

L’Egitto cerca un’intesa tra israeliani e palestinesi

Posted by Folco Zaffalon su 11 gennaio, 2009

L’osservatore Romano

Tel Aviv, 10. La diplomazia egiziana cerca un’intesa per raggiungere una tregua duratura a Gaza. È giunta ieri sera al Cairo una delegazione di Hamas per tornare a discutere con le autorità egiziane della proposta di pace formulata dal capo di Stato francese, Nicolas Sarkozy, e dal presidente egiziano, Hosni Mubarak, che prevede un cessate il fuoco immediato e una serie di garanzie per la sicurezza e l’assistenza umanitaria. Sempre ieri anche il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen, di ritorno da Madrid dove ha incontrato il capo del Governo spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, è giunto nella capitale egiziana per incontrare il presidente Mubarak.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha espresso ieri la sua delusione al premier israeliano, Ehud Olmert, per il mancato rispetto della risoluzione approvata giovedì dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, che chiedeva un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Anche Hamas ha rifiutato la proposta del Palazzo di Vetro, definendola “ingiusta”. Alcuni esponenti del movimento islamico hanno criticato il documento dicendo di non essere stati consultati prima, mentre altri hanno detto che la risoluzione sarebbe ancora allo studio. Il portavoce Onu, Michelle Montas, ha reso noto che “Ban Ki-moon è ovviamente preoccupato e ha ribadito la richiesta di porre immediatamente fine alle violenze con un cessate il fuoco completo e duraturo che porti al completo ritiro delle truppe israeliane da Gaza e la fine del lancio di razzi contro Israele”.
Il ministro dell’interno dello Stato ebraico, Meir Sheetrit, ha rivolto parole critiche alla rappresentanza statunitense al Consiglio di sicurezza dell’Onu per non avere posto il veto sulla risoluzione ed essersi astenuta. “Gli statunitensi avevano promesso che avrebbero posto il veto, ma sfortunatamente non sono stati di parola, credo a causa delle pressioni dei Paesi arabi”, ha detto il ministro israeliano Sheetrit.
Dal canto suo, la Casa Bianca si è detta “molto preoccupata” per la situazione umanitaria e per le vittime civili dell’offensiva. In un incontro con i giornalisti Scott Stanzel, il portavoce del presidente George W. Bush, ha tuttavia ribadito che questa situazione non migliorerà fino a quando Hamas non smetterà di lanciare razzi. “Noi siamo molto preoccupati per la situazione umanitaria a Gaza – ha sottolineato Stanzel – e abbiamo espresso la nostra preoccupazione durante tutta questa crisi”. Nel frattempo, il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato di non avere intenzione di avviare contatti diplomatici con Hamas, definendo il movimento una “organizzazione terroristica”.
Sul fronte arabo, la Giordania ha richiamato il suo ambasciatore in Israele, Ali Al Ayed. Un atto di protesta – come lo ha definito la stampa locale – contro l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Inizialmente il provvedimento era stato definito come una “questione interna”. Una fonte diplomatica araba ha riferito che l’ambasciatore potrà tornare in Israele solo quando lo Stato ebraico e Hamas concluderanno un accordo di cessate il fuoco. La Giordania ha firmato un Trattato di pace con Israele nel 1994; è il secondo Stato arabo dopo l’Egitto a farlo. Nel corso delle manifestazioni di protesta degli ultimi giorni nei Paesi arabi, i dimostranti hanno ripetutamente chiesto ad Amman e al Cairo di richiamare i rispettivi ambasciatori in Israele e di espellere i rappresentanti israeliani. Un altro Paese arabo, la Mauritania – uno dei pochi ad avere rapporti diplomatici con lo Stato ebraico – ha annunciato lunedì scorso la decisione di richiamare il proprio ambasciatore in Israele.
Intanto, il vice presidente iraniano, Hossein Dahkane, è giunto ieri sera ad Algeri per una visita di tre giorni dedicata alla crisi in Medio Oriente. I palestinesi della Striscia di Gaza, ha detto Dahkane al suo arrivo all’aeroporto Houari Boumedien, “sono oggetto di una repressione senza precedenti e di un terrorismo di Stato praticato dal Governo israeliano”. Un attacco, quello israeliano, “che mira all’annientamento puro e semplice del popolo palestinese, più che a una repressione di Hamas”. Dahkane ha sottolineato che gli Stati arabo-musulmani devono “essere uniti per affrontare il terrorismo israeliano che non risparmia donne e bambini”. il vice presidente Dahkane consegnerà un messaggio del Presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, al capo di Stato algerino, Abdelaziz Bouteflika.

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