Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

Ban Ki-Moon: «Forza eccessiva». Hamas pone le condizioni per la tregua

Posted by valecardia su 14 gennaio, 2009

GAZA – Si apre uno spiraglio per la pace. Hamas ha consegnato ai mediatori egiziani la sua risposta al piano per il cessate il fuoco per la Striscia di Gaza: il movimento integralista ha accettato la proposta egiziana per un cessate il fuoco dopo tre giorni di consultazioni al Cairo tra la stessa Hamas e il capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman. L’Egitto – ha riferito una fonte egiziana – giovedì informerà Israele della decisione di Hamas. In mattinata due componenti della delegazione di Hamas, provenienti da Damasco, erano partiti per la capitale siriana, mentre altri tre dello stesso movimento, arrivati da Gaza, erano rimasti al Cairo. La notizia è stata poi confermata dall’Agenzia di stampa di Hamas «Ramattan». Sulla proposta di tregua presentata dall’Egitto ci sono comunque ancora divergenze. Lo ha detto un rappresentante di Hamas in Libano. «Sulla proposta di tregua – ha detto Osama Hamdan in un’intervista ad Al Jazira – ci sono ancora delle divergenze».

HAMAS: «POSTE LE CONDIZIONI PER LA PACE» – «Abbiamo presentato all’Egitto alcune osservazioni» sul piano per il cessate il fuoco a Gaza, ora «aspettiamo la risposta del Cairo» per annunciare la nostra posizione. È quanto ha dichiarato in una conferenza stampa al Cairo Salah al-Bardawil, portavoce del blocco di Hamas nel Parlamento palestinese e membro della delegazione del movimento inviata in Egitto. Nella conferenza stampa, trasmessa poco fa in diretta dalla tv satellitare ‘al-Jazeerá, al-Bardawil ha ribadito le richieste di Hamas per un ‘si« al cessate il fuoco e, in particolare, la fine dell’offensiva di Israele a Gaza, il ritiro delle sue truppe e l’apertura dei valichi della Striscia.

L’EGITTO ATTENDE LA RISPOSTA DI ISRAELE – L’Egitto attende “solo” la risposta del governo israeliano al suo piano per un cessate il fuoco a Gaza dopo la reazione favorevole di Hamas. Lo ha affermato una fonte diplomatica egiziana rimanendo sotto anonimato. «Abbiamo il consenso di Hamas e attendiamo ora solo la risposta di Israele il cui emissario (Amos Gilad ndr) è atteso giovedì al Cairo» ha aggiunto la stessa fonte.

BAN KI-MOON: «USO ECCESSIVO DELLA FORZA DI ISRAELE» – Sempre in mattinata il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, in una conferenza stampa al Cairo con il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Abul Gheit, aveva detto che «c’è un uso eccessivo della forza nell’operazione israeliana, che deve essere fermato immediatamente. Chiaramente molti palestinesi sono stati uccisi – ha aggiunto Ban Ki-Moon – c’è stata una grande distruzione, una cosa molto triste e inaccettabile. Anche israeliani sono stati uccisi e traumatizzati. Abbiamo condannato questi atti così come l’attacco indiscriminato e sproporzionato e abbiamo chiesto di risparmiare la popolazione civile».

RAZZI DAL LIBANO – Mercoledì mattina gli israeliani sono stati svegliati da due-tre razzi katyusha sparati dal Libano e caduti nei pressi della città di Kiryat Shmona. Il sito web del quotidiano israeliano Haaretz afferma che sono caduti in una zona non abitataMa non si hanno notizie di vittime o feriti. Le forze armate israeliane hanno risposto «in un minuto» al lancio: hanno lanciato a loro volta «quattro razzi che sono caduti a nord di Ghajar», ha detto un responsabile della sicurezza libanese. Secondo questa fonte, un gruppo sconosciuto aveva lanciato in precedenza «almeno un razzo» da «un’area situata a quattro chilometri a ovest del villaggio di Shebaa», nel sud del Libano. Ma fonti della polizia israeliana hanno riferito che «tre razzi sono caduti nella regione di Kyriat Shmona», nel nord della Galilea, vicino alla frontiera con il Libano. La popolazione locale è stata invitata a rimanere al coperto nei rifugi antimissile.

IL KAMIKAZE – Fonti militari riferiscono anche che un kamikaze di Hamas è stato ucciso mercoledì a Nord di Gaza da paracadutisti israeliani. L’uomo aveva con sè un fucile e un corpetto esplosivo, hanno aggiunto le fonti. I militari israeliani sono rimasti illesi. Nei giorni scorsi fonti militari israeliane hanno riferito che talvolta, per sorprendere da vicino i soldati, i miliziani di Hamas indossano divise militari israeliane. Non è ancora noto se anche il kamikaze ucciso avesse adottato la stessa tattica

IL BILANCIO: OLTRE MILLE MORTI, META’ DONNE E BAMBINI – E’ sempre più grave il bilancio dell’Operazione «Piombo Fuso»: il bilancio dell’offensiva israeliana su Gaza ha superato i mille morti. Ad annunciarlo sono stati i medici dell’ospedale al-Shifa di Gaza City e funzionari del Ministero della Salute di Hamas. Il bilancio delle vittime è salito nel pomeriggio di mercoledì a 1010, ha dichiarato Mòaweya Hassanein, capo dei servizi di emergenza del Ministero della Salute. Più di 4.600 persone sono rimaste ferite, ha aggiunto. Di questi, stando a quanto ha comunicato all’agenzia di stampa DPA Khamis el-Essi, medico al Shifa, quasi 400 versano «in gravissime condizioni». Circa il 50 per cento dei morti e dei feriti è composto da donne e bambini. L’Unicef ha dichiarato che sono oltre trecento le piccole vittime dell’offensiva. Secondo fonti militari israeliane, sono stati uccisi almeno 550 militanti palestinesi.

DENUNCE DI CROCE ROSSA E MEDICI SENZA FRONTIERE – Il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Jakob Kellenberger, dopo una visita a Gaza e all’ospedale centrale di Shifa aveva definito la situazione umanitaria “drammatica». Venerdì scorso l’alto commissario dell’Onu per i diritti dell’Uomo, Navi Pillay, aveva denunciato «Gravissime violazioni dei diritti dell’uomo» nella Striscia e chiesto una indagine “indipendente e trasparente”.
Secondo Medici Senza Frontiere, «nonostante le dichiarazioni delle autorità israeliane, la sicurezza nella Striscia di Gaza è deteriorata e dei seri ostacoli impediscono l’assistenza internazionale umanitaria per sostenere il lavoro dei servizi medici d’urgenza palestinesi che devono fare fronte a migliaia di feriti. Medici Senza Frontiere (MSF) chiede alle parti in conflitto di permettere al personale medico di entrare e operare in sicurezza all’interno della Striscia di Gaza per raggiungere i civili intrappolati».

ALTRI 11 MORTI – Ma i combattimenti non si placano. E’ infatti di undici palestinesi morti, tra cui un ragazzino di 13 anni, il nuovo bilancio dei raid israeliani compiuti nelle ultime ore sulla Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi. Quattro persone sono morte nei pressi della città di Rafah, nel sud della Striscia, vicino al valico di Soufa. Altri tre civili sono morti in una casa a est di Khan Younis; l’adolescente è stato colpito mortalmente durante un raid nel quartiere di Sabra alla periferia sud ovest di Gaza. Sempre a Gaza, nel quartiere di Tal Al-Hawa, è rimasto uccisa un’altra persona. Due sospetti miliziani sono stati infine uccisi nel nord del territorio palestinese, nel capo profughi di Jabaliya. Feriti anche due cameramen della televisione di Hamas.

14 gennaio 2009(ultima modifica: 15 gennaio 2009)

http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_14/gaza_missili_conflitto_bfa5d334-e208-11dd-b227-00144f02aabc.shtml

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