Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

Sarà Mitchell il super inviato della Casa Bianca

Posted by Folco Zaffalon su 21 gennaio, 2009

di Michelangelo Cocco – Il Manifesto
MEDIO ORIENTE

La nomina, anticipata ieri sera dal Washington post, è attesa per oggi: sarà George Mitchell l’inviato speciale di Barack Obama per il Medio Oriente. Anche Mitchell, 75enne ex senatore democratico, è un clintoniano: proprio dall’ex presidente degli Stati Uniti Clinton fu posto a capo di una commissione che – quando era già scoppiata la seconda intifada palestinese – avrebbe dovuto elaborare «strategie per porre fine alla violenza» tra palestinesi e israeliani.
Nel 2001 il rapporto finale della Commissione Mitchell propose lo stop immediato alla costruzione di nuove colonie ebraiche in Cisgiordania e Gaza e all’uccisione di manifestanti palestinesi disarmati da parte delle truppe d’occupazione israeliane.
Nello stesso tempo il documento stabiliva che le fazioni palestinesi avrebbero dovuto fermare gli attacchi suicidi in Israele. La colonizzazione della Cisgiordania proseguì indisturbata, con le due successive amministrazioni Bush che diedero carta bianca a Israele su questo come su tutti gli altri nodi del conflitto coi palestinesi.
Mitchell sarebbe il primo esponente politico con origini arabe a ricoprire un simile incarico. Suo padre, Joseph Kilroy, era un orfano irlandese che fu adottato da una famiglia libanese che aveva anglicizzato il cognome in Mitchell. Sua madre, Mary Saad, era un’immigrata libanese che lo ha allevato nella fede cattolica maronita. Mitchell è un esperto negoziatore, nominato nel 1995 inviato speciale degli Stati uniti per il processo di pace nell’Irlanda del nord.
Obama che – citando il principio secondo cui «non possono esserci due presidenti nello stesso momento» – non ha commentato i massacri israeliani a Gaza prima di assumere ieri ufficialmente l’incarico di presidente Usa, ha tuttavia promesso d’impegnarsi dal primo momento nella soluzione del conflitto israelo-palestinese.
Se nella sua squadra ci sono già pezzi da 90 fautori della «relazione speciale» con lo Stato ebraico (la segretaria di stato Hillary Clinton e il capo di gabinetto Rahm Emanuel su tutti), Israele teme l’influenza che sul nuovo presidente e sul segretario alla difesa Robert Gates esercita Brent Scowcroft, ex membro dell’Amministrazione Bush sr. che sostiene la necessità del passaggio dalla «relazione speciale», da lui giudicata dannosa per Washington, a un «rapporto normale».

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090121/pagina/06/pezzo/240028/

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