Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

Israele al voto: l’incognita dei partiti religiosi e dell’estremista Lieberman

Posted by valecardia su 9 febbraio, 2009

CORRIERE DELLA SERA

Martedì alle urne, alle 21 i primi exit poll

In lotta Tzipi Livni e Netanyahu, con Barak terzo incomodo. Sullo sfondo la guerra a Gaza

GERUSALEMME – Barack Obama seguirà ovviamente l’esito del voto in Israele, e sarebbe logico supporre che Washington osservi con speranza la leader di Kadima, Tzipi Livni, che più di altri potrebbe agire per rilanciare il processo di pace, raccordandosi con la volontà espressa dal presidente degli Stati Uniti, che ha posto il Medio oriente fra le priorità. Ma anche Benjamin Netanyahu, che conosce bene l’America, e che parla l’inglese meglio dell’ebraico, potrebbe diventare un partner prezioso degli Usa.

Il problema è un altro. È che, alla vigilia del voto israeliano, i leader che si divideranno le prime posizioni di classifica, sembrano non interpretare appieno le volontà dei rispettivi partiti. L’estremista di destra Lieberman, contro il suo movimento attira-protesta, vede con simpatia la centrista Livni, che però perderebbe l’appoggio dei suoi se ne diventasse alleata. Il laburista Barak, che forse è più a destra della centrista Livni, è riuscito a recuperare terreno con la guerra di Gaza, ma rischia di tradire la sua base socialista. E Netanyahu, che prima si riteneva l’unica àncora della destra israeliana, deve virare al centro per non essere inghiottito dal ciclone Lieberman.

Pochi hanno parlato dei partiti religiosi, anche perché da sempre questi ultimi sono pronti ad allearsi con chiunque ne accetti le condizioni, solitamente pesanti. Chi tace ostinatamente, in questa delicata vigilia, è il presidente palestinese Abu Mazen. Prima delle scorse elezioni aveva detto di sperare in una vittoria di Olmert, suscitando il risentimento dei laburisti. Oggi non dice nulla, anche perché qualsiasi cosa dicesse rischierebbe di comprometterlo. Lo si può capire. Dicevano tutti che Abu Mazen era fragile, ma gli ultimi sondaggi palestinesi rincuorano il suo laico Fatah, in crescita rispetto ad Hamas.

09 febbraio 2009

http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_09/israele_voto_ferrari_62bb47b4-f6d3-11dd-9c7e-00144f02aabc.shtml

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