Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

Provocazioni e divieti, per gli arabi è già cominciata «l’era Avigdor»

Posted by Folco Zaffalon su 11 febbraio, 2009

di Mi. Gio. – GERUSALEMME

A Umm el Fahm e in altre comunità arabo israeliane si vive già nell’era di Avigdor Lieberman, il popolare leader di Yisrael Beitenu pronto a presentare nella nuova Knesset un progetto di legge per imporre alla minoranza palestinese, il 20% della popolazione, un giuramento di fedeltà – pena, in caso contrario, la perdita della cittadinanza – a Israele «Stato ebraico e sionista». Le provocazioni di ieri a Umm el Fahem, la prima tentata da Baruch Marzel (uno dei coloni più irriducibili di Hebron), la seconda, riuscita, di Arie Eldad (uno dei deputati più noti dell’estrema destra), confermano che il successo elettorale di Lieberman e i sentimenti anti-arabi in crescita tra la popolazione israeliana – soprattutto tra gli immigrati russi e le classi lavoratrici – stanno incoraggiando gli ultranazionalisti ad «osare di più».
La polizia israeliana ieri ha fermato Baruch Marzel alla periferia di Umm el Fahem considerandolo «una minaccia all’ordine pubblico» e mostrandosi più razionale dei membri della Knesset. La Commissione elettorale – che nelle scorse settimane aveva escluso dal voto due partiti arabi poi riammessi dalla Corte suprema – con il presunto intento «di non creare un precedente legale pericoloso per la democrazia israeliana», aveva autorizzato Marzel a supervisionare le operazioni di voto in uno dei seggi della città araba. Una decisione criticata dalle stesse autorità di polizia consapevoli che con la sua visita a Umm el Fahem il colono intendeva compiere solo una provocazione. Nei mesi scorsi, assieme ad un altro estremista di destra, Itamar Ben Gvir, Marzel aveva ripetutamente chiesto di poter marciare (assieme ad altre centinaia di settler) nel centro Umm el Fahem, amministrata dal movimento islamico.
Marzel, già leader del movimento estremista «Kach» (messo al bando nel 1994 come gruppo razzista) aveva annunciato di voler seguire le operazioni di voto in un seggio di una città arabo-israeliana per «assicurarsi» che non venissero trafugate schede di Unione Nazionale, pur sapendo che a Umm el Fahem nessuno darebbe mai un voto all’estrema destra ebraica. Unione nazionale però ieri aveva pronta la contromossa. Mentre la polizia era occupata con Marzel, il deputato Ariel Eldad, organizzatore di convegni internazionali anti-islamici con la partecipazione di esponenti dell’estrema destra europea, ha raggiunto il centro di Umm el Fahem scatenando le proteste della popolazione. I tafferugli con la polizia si sono conclusi con l’arresto di cinque abitanti.
Siamo probabilmente solo all’inizio di una catena di provocazioni, che potrebbero ricevere sostegni nella nuova Knesset, dove troveranno posto numerosi deputati di Yisrael Beitenu decisi a «chiudere i conti» con la minoranza araba. I segnali ci sono tutti. Domenica giornalisti arabo israeliani si sono visti vietare l’ingresso ad un comizio elettorale di Lieberman ad Haifa, proprio nella città dove, sia pure tra contraddizioni e problemi, da decenni convivono ebrei e palestinesi. Forat Nassar della rete televisiva Channel 2 e Sami Abdel Hamid della tv statale dovevano riferire dell’incontro previsto al teatro municipale ma all’ingresso, malgrado la tessera stampa, sono stati bloccati con il pretesto che non avevano l’invito mentre altri giornalisti, ebrei e stranieri, sono entrati senza problemi e senza invito. È stata proprio il vicesindaco di Haifa, Yulia Shtraim, esponente di Yisrael Beitenu, a bloccare Nassar e Alhamid. Poi si è giustificata dicendo che ha agito in risposta a un sit-in contro Lieberman in corso in quello stesso momento all’esterno del teatro.

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090211/pagina/11/pezzo/241893/

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