Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

Mancato soccorso

Posted by Folco Zaffalon su 3 marzo, 2009

http://www.peacereporter.net

I medici israeliani si rifiutarono di passare ai colleghi palestinesi le informazioni su come curare le ferite da fosforo bianco Il dottor Shaban è primario del reparto ustionati all’ospedale Shifa di Gaza, che ha raccolto numerose prove dell’uso di munizioni al fosforo bianco sulla popolazione civile della Striscia. Mentre raccontava delle difficoltà avute durante l’offensiva, quando non sapevano come trattare le ferite da fosforo, rivelò di avere chiesto aiuto ai medici israeliani di Physicians for Human Rights, i quali però non furono in grado di aiutarlo. PeaceReporter ha intervistato Miri Weingarten, l’attivista di Physicians for Human Rights che ha tradotto e divulgato Il documento riservato israeliano di cui abbiamo scritto ieri. “Il documento, che contiene indicazioni su come riconoscere e curare le ferite da fosforo bianco, è stato realizzato dalla Stella di David Rossa insieme ai medici militari” spiega Miri. “Appena abbiamo saputo della sua esitenza abbiamo chiamato l’unità di guerra del governo e ne abbiamo chiesto una copia. A che vi serve? Ci hanno chiesto dai funzionari, spiegando che si tratta di un documento per uso interno… Ci è stato chiesto da alcuni pazienti israeliani, gli abbiamo risposto. E così ce l’hanno mandato. A Quel punto lo abbiamo tradotto e spedito al ministero della Sanità della Striscia di Gaza, e poi, attraverso una mailing list, alle principali Ong attive nella Striscia”. Ve l’avrebbero mandato anche sapendo che lo avreste tradotto e fornito ai palestinesi? “No di certo”. “Il dottor Shaban sostiene di non avere mai visto quel dossier, con il quale sarebbe stato possibile salvare molte vite. E’ vero che non siete stati in grado di aiutarlo?” Foto di Naoki Tomasini”Sì il dottore dice la verità. Fino a prima di ricevere il documento della Magen David Adom non sapevamo come aiutarlo. Abbiamo provato a chiedere aiuto a un importante medico dello Shiba hospital di Tel Aviv, che durante la guerra in Libano del 2006 aveva curato i soldati feriti dal fosforo. Quando però gli abbiamo chiesto se fosse disposto a parlare con un medico palestinese ci ha risposto di no. Il documento, l’abbiamo ricevuto il 15 gennaio, ci sono voluti tre giorni per tradurlo e divulgarlo, quindi verosimilmente è giunto nelle mani dei medici di Gaza dopo il 18, il giorno in cui è scattata la tregua”. Ma il Dottor Shaban, il 10 febbraio, sosteneva di non aver mai visto il documento israeliano… “Subito dopo la tregua abbiamo mandato a Gaza una missione di medici che ha parlato dei casi di ferite da fosforo insieme con diversi dottori locali, tra cui anche Shaban. Bisogna però capire che in quei giorni il caos è stato totale. E’ possibile che non avesse letto le e-mail… In ogni caso le informazioni che lui ci ha fornito sono state sempre puntuali e affidabili, e anche noi nei suoi confronti crediamo di avere fatto tutto il possibile. Non è forse una violazione dei codici etici il fatto che la Stella di David Rossa e tutti i medci che hanno ricevuto il documento non abbiamo fornito quelle informazioni ai colleghi palestinesi? “Certamente lo è. E’ una chiara violazione della convenzione di Ginevra, che vincola ogni organizzazione medica a prestare tutto il soccorso possibile, senza discriminazioni, ai feriti di qualunque parte. Fosforo a parte, però. la violazione del soccorso mancato riguarda anche l’esercito, che in innumerevoli casi, durante questa offensiva, ha lasciato feriti sanguinare e morire senza prestare loro soccorso. Vedi, il fosforo si spara con l’artiglieria, quindi i soldati non vedono dove va a cadere, mentre nel caso dei colpi di cannone e degli spari sì. Lo ripeto, i soldati e i mezzi di soccorso dell’esercito israeliano sono rimasti impassibili di fronte a decine di casi di persone che avevano bisogno di soccorso medico. Il crimine di guerra è questo, ed è persino più grave dell’uso del fosforo su aree densamente abitate da civili. Riguardo al fosforo, poi, c’è anche un’altra violazione: il fatto che l’esercito fino alla fine della guerra non ha ammesso di averlo usato. Nel documento si sostiene che Hamas starebbe lanciando munizioni al fosforo verso Israele, senza spiegare da dove provengano. Ma è ovvio che il fosforo ora nelle mani di Hamas è lo stesso che Israele ha sparato contro la Striscia… Sì ma per quanto paradossale sembri l’accusa con cui inizia il documento, quella non è esattamante un ammissione. Tuttavia le stesse forze armate alla fine hanno ammesso esplicitamente di avere usato quelle munizioni, ma solo dopo il cessate il fuoco, e comunque senza ammettere di averlo usato in aree densamente abitate. Questo è un fatto che va sottolineato, perché la mancata ammissione ha inizialmente complicato la vita ai medici di Gaza. Sapevano di essere in presenza di bruciature insolite, ma non potevano essere certi che si trattasse di fosforo e non di qualche altra misteriosa sostanza. Inoltre, a parziale giustificazione del medico israeliano che si è rifiutato di parlare con i colleghi palestinesi, bisogna dire che non ha voluto dare consigli anche perché non era in grado di verificare di persona che il tipo di arma usata fosse proprio fosforo bianco, piuttosto che qualche altra fantomatica arma sperimentale

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