Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

ANALISI / L’accordo di Governo sancisce la fine del partito laburista

Posted by claudiacampli su 24 marzo, 2009

Il Sole 24 Ore

di Ugo Tramballi

24 marzo 2009

E’ ancora difficile capire a cosa porterà l’accordo di governo fra Bibi Netanyahu e Ehud Barak riguardo alla pace, alla stabilità regionale e interna, alla forza della maggioranza in Parlamento. La cosa più probabile, al momento, sembra solo la fine del partito laburista.
Likud e Labur avevano già governato insieme, in passato. Ma nel 1980, quando accadde, i due partiti erano arrivati testa a testa e insieme avevano deciso di guidare il paese in coabitazione: due anni il premier laburista Shimon Peres, due quello likudnik Yizthak Shamir. Questa volta è diverso.

Il Labour esce dalla sua peggiore sconfitta elettorale. Ehud Barak, dunque, accetta di entrare in un esecutivo nel quale il Likud e gli altri partiti formano un fronte di destra nazionalista e religioso di gran lunga maggioritario rispetto ai 13 deputati laburisti. Partiti nazionalisti che sono distanti dalle posizioni laburiste riguardo al processo di pace con i palestinesi e alla laicità dello Stato. E da ultimo, rispetto alle esperienze passate, Barak ha firmato l’accordo di governo con Bibi Nertanyahu prima di essere autorizzato a farlo dal partito. Il suo vertice si riunirà solo fra oggi e domani. E in ogni caso, anche se la maggioranza del comitato centrale approvasse l’accordo del suo leader con il Likud, sette dei 13 deputati hanno già detto che in Parlamento non voteranno con la maggioranza.

Due erano le ragioni per cui Bibi Netanyahu ha corteggiato con tale successo Barak, nonostante le differenze politiche solo apparentemente incolmabili: allargare nei numeri la maggioranza di Governo e creare un esecutivo più accettabile per gli Stati Uniti e il resto della comunità internazionale.

Il primo obiettivo sembra irraggiungibile in partenza: se la ribellione sarà confermata e i sette deputati passeranno all’opposizione, presumibilmente con i centristi di Kadima o la sinistra di Meretz, i sei laburisti rimasti non rafforzerebbero molto la maggioranza guidata dal Likud. E in ogni caso, cosa accadrebbe se alla fine della sua assemblea, il partito laburista dicesse no all’accordo con le destre?

Riguardo al secondo, un Governo di destra abitato da personalità imbarazzanti come Avigdor Liberman ma reso credibile dai laburisti di Barak, è alla fine un problema di programmi. A leggere quello che è stato reso noto dell’accordo fra Netanyahu e Barak, il primo avrebbe fatto importanti concessioni riguardo alla ripresa del processo di pace con i palestinesi, al congelamento degli insediamenti ebraici nei territori occupati, allo smantellamento degli avamposti, nuclei di nuove colonie.

Ma negli altri accordi di governo già firmati con il partito di Lieberman, Yisrael Beiteinu, e con i religiosi di Shas, Netanyahu si è impegnato su programmi diversi. Sulla strada della formazione del nuovo esecutivo israeliano, dunque, c’è quello che dice Barak, ciò che dicono gli altri alleati di destra e le cose che dice Netanyahu. Qualcuno sta barando.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: