Rassegna Stampa Elezioni Israeliane 2009

Monitoraggio attraverso i media internazionali delle elezioni in Israele del Febbraio 2009

Cronologia del Conflitto

20 gennaio 2009
Il presidente Obama si insedia alla Casa Bianca e Israele completa il ritiro dalla striscia di Gaza.
18 Gennaio 2009
Il governo israeliano dichiara la tregua unilaterale; poche ore dopo anche Hamas proclamerà la tregua dopo un ultimo lancio di razzi verso il sud di Israele. Al Cairo viene indetto un vertice internazionale per trovare una tregua durevole (non raggiunta).
10 Gennaio 2009
Scatta la “terza fase” dell’operazione militare israeliana a Gaza: l’IDF entra anche in zone densamente popolate.
9 gennaio 2009
Scade il mandato del presidente Abu Mazen. Hamas dichiara che non lo riconoscerà più come presidente dell’ANP.
8 Gennaio 2009
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu adotta la risoluzione 1860 (14 voti a favore, Usa astenuti) chiedendo la fine delle ostilità e il ritiro Israeliano da Gaza.
6 gennaio 2009
L’aviazione israeliana bombarda una scuola dell’Onu a Jabaliya.
3 gennaio 2009
In serata militari e blindati israeliani entrano a Gaza da Nord, dal centro e da Sud. E’ l’inizio della “seconda fase” dell’operazione.
2 gennaio 2009
E’ la “giornata della collera” indetta da Hamas: migliaia di palestinesi manifestano in Cisgiordania e a Gerusalemme.
27 dicembre 2008
Parte l’operazione “Piombo fuso”: iniziano bombardamenti aerei incessanti sulla striscia di Gaza.
19 Dicembre 2008
Fine della tregua. Hamas non la rinnova, legittimando Israele all’intervento militare.
4 novembre 2008
Obama vince le elezioni.Nel silenzio mediatico Israele lancia un raid uccidendo vari palestinesi, rompendo di fatto la tregua (per provocare una reazione?).Hamas riprende il lancio di missili.
19 giugno 2008
Inizio tregua di sei mesi fra Hamas e Israele con l’obiettivo di fermare il lancio di razzi palestinesi da Gaza e le incursioni israeliane nella Striscia. Continua il blocco economico e l’assedio.
23 gennaio 2008
Popolazione palestinese abbatte il muro della frontiera di Rafah per fare approvvigionamenti di beni di prima necessità in Egitto.
27 novembre 2007
Conferenza internazionale di Annapolis, istituzionalizzati incontri bisettimanali tra Abu Mazen e Olmert per arrivare a pace israelo-palestinese che escludesse Hamas.
16 luglio 2007
Governo di emergenza di Al-Fatah in Cisgiordania, guidato da Salam Fayyad. Definitiva separazione di “Hamastan” e “Fatahland”.
14 giugno 2007
Hamas caccia Al-Fatah da Gaza, fine del governo di unità nazionale. Blocco economico di Gaza.
8 febbraio 2007
Accordo della Mecca per governo di unità nazionale tra Al-Fatah e Hamas sotto la guida di Ismail Hanyeh. I negoziati rimangono di competenza di Abu Mazen, come previsto dagli Accordi di Oslo.
12 luglio 2006-15 agosto 2006
Guerra in Libano provocata dall’attacco di un convoglio militare dell’IDF da parte di Hezbollah. Forza di pace multinazionale in Libano alla sua conclusione.
25 giugno 2006
Rapimento del caporale Shalit e razzi Qassam nel sud di Israele. Bombardamenti su Gaza e offensiva di terra.
25 gennaio 2006
Vittoria di Hamas alle elezioni democratiche parlamentari. Inizia la diatriba sul controllo delle forze di sicurezza. Isolamento regionale e internazionale di Hamas. Congelamento degli aiuti.
4 gennaio 2006
Sharon in coma per un ictus. Kadima vince le elezioni il 28 marzo, al governo il nuovo partito Kadima.
15 gennaio 2005
Abu Mazen viene eletto presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese con il supporto di Fatah.
11 novembre 2004
Muore Yasser Arafat dopo mesi di isolamento e assedio a Ramallah. L’Olp passa nelle mani di Abu Mazen.
24 ottobre 2004
Il parlamento israeliano approva il piano di ritiro unilaterale da Gaza smentendo la collegialità dello “spirito di Oslo”. Aumentano gli insediamenti della Cisgiordania. Si spacca il Likud e nasce Kadima.
9 luglio 2004
La Corte internazionale dell’Aja dichiara “illegale” la costruzione del muro in Cisgiordania, ma Israele non ferma i lavori: una volta completati Israele avrà annesso un altro 7-10% di territorio.
30 aprile 2003
Usa lanciano la Road Map
aprile 2002
Inizia la costruzione del muro di divisione tra Israele e Cisgiordania per evitare infiltrazioni.
Gennaio 2001
Negoziati di Taba, israeliani e palestinesi cercano di “salvare la pace” e di concludere l’accordo cominciato a Camp David. I negoziati sfumano dopo che le due delegazioni erano arrivate ad un passo dall’accordo finale.
28 settembre 2000
Scoppia la seconda Intifada Al Aqsa. Un anno dopo si sarà trasformata in un bagno di sangue, fra terrorismo e raid israeliani. Il conflitto si colora di connotati religiosi.
11-26 luglio 2000
Vertice di Camp David fra Ehud Barak e Yasser Arafat, con la mediazione di Bill Clinton. Il suo fallimento porterà alla seconda Intifada.
20 gennaio 1996
Prime elezioni palestinesi, boicottate da Hamas e Jihad Islamico che intensificano gli attacchi terroristici. Vittoria schiacciante di Arafat al 88%. I negoziati non progrediscono con Netanyahu.
4 novembre 1995
Ygal Amir uccide il primo ministro Rabin, considerato traditore dai fondamentalisti del Gush Emunim e dalle ali più estreme dei coloni russi. Con lui muore il processo di pace.
28 settembre 1995
Accordo ad interim di Taba (Oslo II). Cisgiordania divisa in tre zone, zona A (con autonomia limitata) estesa alle principali città della Cisgiordania.
4 maggio 1994
Firmata al Cairo l’opzione Gaza and Gericho first (Oslo I). Creazione dell’embrione del futuro Stato: l’Autonomia Nazionale Palestinese.
13 settembre 1993
Firma della Dichiarazione di principi tra Rabin e Arafat, di fronte a Clinton. Riconoscimento reciproco e lavoro collegiale(“terra in cambio di pace”) per costruire Stato Palestinese entro il 1999.
Disposizione delle Red Lines,problemi particolarmente spinosi da affrontare in commissioni ad hoc.
1989-1991
Grande immigrazione di ebrei russi in Israele (anche per le restrizioni negli Usa).
novembre 1988
Arafat capitalizza il patrimonio politico dell’Intifada con la Dichiarazione di Algeri, riconoscendo  le risoluzioni 242 e 338 dell’Onu, quindi riconoscendo Israele.
agosto 1988
Reso pubblico il Manifesto di una delle nuove forze politiche che avevano dato vita all’Intifada: Hamas (Movimento di resistenza islamico). Assieme al Jihad Islamico non accetterà Algeri.
novembre 1987
Scoppia la prima Intifada. L’obiettivo era “scrollarsi di dosso” l’occupazione e imporre la questione palestinese all’attenzione della comunità internazionale.
16 settembre 1982
Strage di Sabra e Shatila a Beirut. I falangisti cristiani maroniti massacrano 700-800 civili profughi palestinesi per vendicare l’uccisione di Bashir Gemayel. Responsabilità dirette dei vertici Israeliani.
6 giugno 1982
Invasione del Libano per “ripulirlo” dai guerriglieri palestinesi. L’OLP viene evacuata in Tunisia. L’invasione rafforza i cristiano maroniti che vinceranno le elezioni. L’Iran organizza Hezbollah.
1981-1984
Grande aumento di insediamenti in Cisgiordania. Importante infiltrazione in aeree ad alta densità palestinese. Piano Sharon delle bypass roads, legittimato nel 2004 in cambio del ritiro da Gaza.
1979
Trattato di Camp David tra Israele e Egitto, primo stato arabo a riconoscerne l’esistenza. Restituzione del Sinai e distruzione colonie israeliane in Egitto. Si rafforza il Gush Emunim.
1977
Il partito dell’estrema destra del Likud vince le elezioni sull’onda dello shock per la guerra dello Yom Kippur. Al governo Menachem Begin.
1974
Il movimento fondamentalista religioso crea il Gush Emunim (Blocco della Fede), per incrementare il numero delle colonie nei territori e impedire la restituzione agli Stati Arabi.
6 ottobre 1973
Guerra dello Yom Kippur. Gli eserciti di Egitto e Siria attaccano a sorpresa, gli israeliani riescono a reagire fino all’approvazione della risoluzione Onu 338. Israele sotto shock.
26 luglio 1967
Piano Allon, documento non ufficiale di riferimento della politica laburista nei confronti della Cisgiordania, divisa fra Israele e Giordania, dando il via libera alla colonizzazione.
5 giugno 1967
Guerra dei 6 giorni. Attacco preventivo di Israele sotto (presunta) minaccia. L’aviazione distrugge a terra gli aerei egiziani. Israele occupa Sinai, Cisgiordania, Golan e Gaza. Risoluzione 242 Onu.
27 ottobre 1956
Guerra di Suez. Dopo la nazionalizzazione del canale Inghiliterra e Francia pianificano un’offensiva  assieme ad Israele, che verrà però bloccata da Usa e Urss che costringono al ritiro.
14 maggio 1948
Dichiarazione unilaterale di indipendenza di Israele. Gli eserciti arabi lo invadono ma subiscono una sconfitta disastrosa: verrà ricordata come la Naqba (catastrofe).
29 novembre 1947
Risoluzione 181 dell’Onu. Piano di spartizione della Palestina (55% a Israele). Gli arabi rifiutano all’unanimità mentre Israele accetta, Usa e Urss lo riconoscono. Gran Bretagna si ritira.
1937
Piano di spartizione della Palestina della Commissione Peel: limitazione immigrazione ebraica e spartizione (20% a Israele) con scambio di popolazione. Arabi rifiutano e Israele collabora.
1936-1939
Grande rivolta araba. Prima forma di nazionalismo arabo-palestinese, sebbene pieno di contraddizioni. Scontri con l’esercito coloniale britannico che la reprimerà duramente.
1920-1921
Nasce l’Esecutivo sionista palestinese (poi Agenzia ebraica), rappresentante dello yishuv. Create anche la centrale sindacale,assistenziale e organizzativa Histradrut e la forza di autodifesa Haganah.
1917
Dichiarazione di Balfour, ministro degli esteri inglese. Garantisce la creazione di un “focolare nazionale ebraico” tacendo sugli arabi già presenti nel territorio.
1916
Accordo Sykes-Picot. Francia e Gran Bretagna stipulano un accordo di spartizione: Iraq e Palestina alla Gran Bretagna e Transgiordania sotto tutela; Siria e Libano alla Francia.
1897
Nasce il movimento sionista al primo congresso di Basilea per mano di Theodor Herzl. Subito viene dotato di un Fondo nazionale ebraico per l’acquisto di terreni.
1881
I pogrom in Russia spingono gli ebrei ad emigrare, soprattutto in Usa. Una piccola parte raggiunge la Palestina. Alla vigilia della prima guerra mondiale erano in 60000.

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